“Più Calabria in Italia, più Italia in Calabria”. Con questo slogan Orlandino Greco ha acceso ufficialmente la sua campagna elettorale per le prossime regionali, a sostegno del presidente Roberto Occhiuto. Non una frase di circostanza, ma un manifesto politico che diventa visione: più presenza dello Stato al Sud e più peso della Calabria nelle scelte nazionali. A lanciare l’appello è stato un evento partecipato e sentito all’Hotel Royal di Cosenza, organizzato da Roberto Bartolomeo, che ha visto la presenza del sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Claudio Durigon, accanto a Greco e ai suoi sostenitori.
La presentazione della candidatura ha assunto il valore di un messaggio chiaro: la Calabria può e deve giocare un ruolo da protagonista. Bartolomeo lo ha ribadito con decisione: «Oggi si candidano tutti, ma la politica è un’altra cosa. Orlandino rappresenta la competenza al servizio dei cittadini. La sua figura dà lustro all’intera regione».
Un richiamo alla centralità delle persone è arrivato anche da Marianna Ardillo, che ha sottolineato la necessità di pensare alle nuove generazioni, mettendo al centro la loro voglia di futuro e di opportunità.
A tracciare la rotta programmatica è stato poi il sottosegretario Claudio Durigon: «Credo molto in queste elezioni regionali in Calabria, perché questa è la battaglia delle battaglie. Dobbiamo dare forza e gambe a chi vuole cambiare davvero questo territorio». Parole che hanno acceso l’entusiasmo dei presenti, accompagnate dal richiamo a un provvedimento simbolico: «Il primo decreto legge del Parlamento è stato quello per il Ponte sullo Stretto. Non è un’opera a sé stante, ma un’infrastruttura primaria per rilanciare non solo la Calabria, ma tutto il Sud».
Durigon ha voluto ringraziare Greco per aver accettato la proposta di candidarsi: «Con lui condividiamo un obiettivo chiaro: rilanciare economicamente la Calabria. La Lega continuerà a investire in infrastrutture e sviluppo, con progetti che hanno già dato risultati visibili». Non è mancata una stoccata al competitor Tridico: «Ai calabresi non serve il reddito di dignità, serve dignità economica. Bisogna creare lavoro, non assistenzialismo».
Greco ha raccolto il testimone, rilanciando con forza: «Siamo stufi di correre dietro ai pregiudizi sulla Lega. Contano più i fatti che le parole, e questo partito ha dimostrato di saper agire. Basta guardare ai cantieri conclusi sulla 106, ai progetti sull’alta velocità, al Ponte sullo Stretto come volano di rilancio economico e infrastrutturale».
Al centro del suo intervento l’urgenza di abbattere i divari che frenano il Sud: «La politica deve essere fatta di competenza, non di leoni da tastiera prigionieri di pregiudizi. Il futuro passa da investimenti concreti e da una visione che restituisca fiducia ai cittadini».
Greco ha poi affrontato il tema più delicato, quello della sanità: «Se c’è un grande fallimento della politica calabrese, questo è la sanità. Ogni anno spendiamo oltre 300 milioni di euro per la mobilità passiva, costi che testimoniano l’incapacità delle classi dirigenti che ci hanno preceduto e che il Presidente sta cercando di combattere in questi ultimi anni con diversi investimenti. La sanità è la battaglia delle battaglie e sarà al centro del nostro impegno».
Un impegno che trova sintesi nello slogan scelto per la campagna: più Calabria in Italia, più Italia in Calabria. Un richiamo forte a un Sud che non chiede elemosina, ma pretende dignità, investimenti e futuro.

