Per molti giovani calabresi che vivono, studiano o lavorano lontano dalla Calabria, il periodo delle feste rappresenta molto più di una pausa è un salasso. Infatti, questo è il momento di tornare a casa, riabbracciare la propria famiglia e ritrovare quella dimensione affettiva che solo la propria terra può offrire.
Un legame profondo, inalienabile, direi istintivo, che non si spezza con la distanza, anzi, spesso si rafforza proprio quando si è costretti a partire.
Eppure, ogni anno, questa semplice esigenza si scontra con una realtà sempre più pesante: il caro biglietti.
Prezzi che allontanano chi vorrebbe solo avvicinarsi alle proprie radici.
Nei periodi festivi, i costi dei viaggi verso la Calabria aumentano in modo vertiginoso.
Non importa se si tratti di treni, autobus o aerei, le tariffe, difatti, raggiungono livelli tali da mettere in difficoltà studenti fuori sede e giovani lavoratori, già provati da affitti elevati e stipendi non sempre adeguati.
Il risultato è un paradosso davvero amaro: chi parte per costruirsi un futuro si ritrova a dover pagare caro il diritto di tornare alle proprie radici.
Un legame che non dovrebbe diventare un lusso in un Paese che si dichiara vicino ai propri giovani.
L’affetto verso la propria terra, a conti fatti, non è un dettaglio secondario, bisogna comprenderlo per bene.
La Calabria rappresenta casa, identità, famiglia. Ed è per questo che molti giovani attendono le feste per ritrovare quei luoghi, quei volti e quelle tradizioni che rendono il ritorno a casa un momento carico di emozione.
E il ragionamento in fondo è sempre quello: quando un biglietto costa più di quanto un giovane possa permettersi, l’affetto rischia di essere soffocato da un ostacolo economico.
E questo non dovrebbe accadere.
Servono interventi concreti, forti e che possano generare un progresso reale verso il nostro divenire.
Non si tratta di fare appelli emotivi, morali o addirittura etici, ma di proporre soluzioni reali, già sperimentate in altre regioni o Paesi.
Fra questi pensiamo alle tariffe calmierate nei periodi festivi per i residenti in Calabria.
Ai voucher o bonus di rientro destinati a studenti e giovani lavoratori fuori regione.
Agli accordi istituzionali con compagnie ferroviarie e aeree per limitare l’aumento dei prezzi nelle settimane critiche.
Al potenziamento delle tratte più utilizzate durante le festività, così da evitare sovraccarichi e speculazioni.
Sono misure che potrebbero alleggerire la spesa e permettere a migliaia di giovani di tornare a casa senza l’ansia del costo del viaggio.
Perché il ritorno in Calabria vale più di un biglietto. E chi conosce la realtà dei giovani calabresi lontani sa quanto forte sia il desiderio di rientrare, anche solo per pochi giorni. Rivedere i propri cari, condividere un pranzo di famiglia, ritrovare il proprio paese: sono esperienze che non hanno prezzo, e che non dovrebbero essere limitate da barriere economiche.
Garantire la possibilità di rientro significa rafforzare il legame con la propria terra; sostenere chi è stato costretto a partire e riconoscere il valore umano ed emotivo del ritorno.
Una comunità resta unita anche nelle emozioni che genera un ritorno. Un ritorno che permette ai suoi figli di tornare a casa.
Ed ecco perché il costo di un biglietto non dovrebbe mai essere ciò che li tiene lontani.
È ora che la nostra generazione si faccia sentire più forte.
È ora di cambiare.
Nicola Gagliardi

