Segretario regionale IdM Campania, Gianfrancesco Caputo, scrive al Ministro Ministro della Salute Prof. Orazio Schillaci: “E’ necessario rivedere il Decreto Balduzzi”

Il cosiddetto “Decreto Balduzzi” com’è noto prevede la chiusura dei punti nascita dei reparti che non  raggiungano i 500 parti annuali; tuttavia, tenuto conto che  i Presidi ospedalieri di Sapri, Vallo della Lucania e Polla, in provincia di Salerno, servono un territorio molto vasto e complesso dal punto di vista orografico, l’Italia del Meridione Campania  chiede all’Ill.mo Sig. Ministro di intervenire con una ulteriore  deroga in base a quanto previsto  dal Protocollo Metodologico elaborato dal CPNN per la valutazione delle richieste del mantenimento in attività dei punti nascita con volumi di attività inferiori ai 500 parti/annui e in condizioni orografiche difficili ( art.1 D.M. 11/11/2015) avuto riguardo per le aree interne del Golfo di Policastro e del Vallo di Diano, in uno con la certificata difficoltà di collegamento con i centri più vicini.

Come ben risaputo, la sorveglianza della mortalità perinatale a cura del servizio tecnico scientifico di statistica dell’Istituto Superiore di Sanità ha evidenziato che la Campania e il Mezzogiorno d’Italia hanno il triste primato delle morti da parto, infatti i dati regionali permettono di osservare forti differenze inter-regionali, con rapporti da 2 a 7 volte il dato nazionale. I valori più bassi sono stati registrati al Nord e in Toscana (dato minimo di 6 morti per 100.000 nati vivi) e quelli più elevati al Sud: in Campania (circa 13 morti per 100mila nati vivi) nel Lazio (12,68 morti per 100.000 nati vivi), e in Sicilia (11,77 morti per 100.000 nati vivi). Tra il 2006 e 2012, la Campania ha mostrato il tasso più alto di morti materne in Italia, con 49 morti e con tasso di 13 casi ogni 100 mila. In Italia, tra il 2008 e il 2012 sono stati individuati 277 morti materne, ossia 9,18 casi per 100mila nati vivi, il 60% in più rispetto ai soli certificati di morte dai quali si evince un 3,5 decessi per 100mila nati vivi. Si dice morte materna quando il tragico evento si consuma durante la gravidanza o entro 42 gg dal suo termine, per ogni causa collegata o peggiorata dalla gravidanza, ma non per fatti accidentali e casuali. Altri 106 decessi si sono verificati dal 2013 al 2017, di cui 58 in rapporto a cause ostetriche della gravidanza, parto e puerperio, da interventi, omissioni, trattamenti non appropriati, oppure da un intreccio di eventi collegati o meno alle cause precedenti sopravvenute in corso d’opera (cosiddette morti materne dirette), e 39 legate a condizioni gìà esistenti accentuate dalla gravidanza (cosiddette morti indirette). Da quanto si apprende dai dati del servizio tecnico scientifico di statistica dell’Istituto Superiore di Sanità, probabilmente 41 di queste 106 mamme morte potevano essere salvate se l’organizzazione assistenziale fosse stata più confacente. Pertanto se dovessero venire a mancare i punti nascita di Vallo della Lucania, Sapri e Polla, oppure anche uno solo tra essi, potrebbero verificarsi le condizioni per una organizzazione assistenziale non confacente tale da poter determinare eventi tragici per le madri e per i nascituri, preso atto delle condizioni orografiche difficili e delle distanze delle aree interne del Golfo di Policastro e del Vallo di Diano dai rispettivi ospedali di Vallo della Lucania, Sapri e Polla.

L’Italia del Meridione Campania chiede inoltre all’Ill.mo Sig. Ministro di promuovere presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri  una rivisitazione del Decreto Balduzzi, al fine di mettere in discussione il criterio del numero  dei parti, che oggi non ha fondamento, considerato il progressivo basso indice di natalità in Italia che infatti  sulla base dello scenario di previsione “mediano” ed una attesa decrescita della popolazione residente, nel prossimo decennio passerà da 59,2 milioni al 1° gennaio 2021 (punto base delle previsioni) a 57,9 milioni nel 2030, con un tasso di variazione medio annuo pari al -2,5‰. Nel medio termine la diminuzione della popolazione risulterà più accentuata: da 57,9 milioni a 54,2 milioni tra il 2030 e il 2050 tasso di variazione medio annuo pari al -3,3‰ (fonte ISTAT).

L’Italia del Meridione Campania propone per i punti nascita relativi agli Ospedali di Sapri, Vallo della Lucania e Polla, di attribuire in capo al Dipartimento di Ostetricia/Ginecologia dell’Asl di Salerno, un’unica struttura con turnazione del personale in servizio e strumentazione tecnica già a diposizione dei presidi ospedalieri succitati, così come risulterebbe funzionale in altre aziende sanitarie locali.

L’Italia del Meridione Campania, invocando l’art.32 e l’art.5 della Costituzione, nel restare in attesa di riscontro, auspica che si possano evitare ingiuste disparità tra territori appartenenti alla stessa Regione Campania, che pur avendo le medesime condizioni di difficoltà, riguardo al numero dei parti annuali, sono destinatari di provvedimenti differenti e magari più favorevoli.  

In attesa di riscontro alla presente, si inviano distinti e riverenti saluti.

Gianfrancesco Caputo

Segretario regionale IdM Campania

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