PARTE DA GENOVA LA MOBILITAZIONE DI ITALIA DEL MERIDIONE PER FERMARE L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA.

Robin Hood al contrario, sulla pelle dei bambini: questo è lo slogan che sintetizza l’iniziativa di Italia del Meridione tenutasi a Genova lo scorso weekend.

L’IdM è un partito politico in crescita esponenziale nelle regioni del Sud ed ora è determinato ad affermare le proprie idee ed il proprio radicamento sociale anche nel Centro-Nord. Una presa d’atto derivante dalla consapevolezza di voler restituire ai tanti delusi dalle istituzioni, certificati dal dato sull’astensionismo, una casa politica nella quale elaborare un pensiero che vada oltre i desueti steccati novecenteschi e che individui nel superamento della questione meridionale il punto nodale per far tornare a crescere il sistema Paese. Dunque, un pensiero che affonda le radici nelle politiche degasperiane per il Mezzogiorno e che rifiuta l’idea che vi siano due Italie a scapito dei diritti dei cittadini di una parte di esse.

Una di queste idee è la fortissima avversione verso la cosiddetta “Legge Calderoli”, dal nome del senatore leghista che da anni ne persegue l’approvazione. “È un progetto destabilizzante, iniquo, cinico”, dichiara il Coordinatore Regionale Antonello Barbieri. L’Italia del Meridione è impegnata in una campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, volta a far conoscere le nefaste conseguenze della eventuale approvazione dell’ “Autonomia Differenziata”.

Oltre 100 docenti universitari hanno affrontato le possibili ricadute della riforma iperfederalista e le loro conclusioni non lasciano spazi interpretativi: le regioni più ricche drenerebbero ingenti risorse, altrimenti destinate a quelle più in difficoltà. Le conseguenze sono facilmente ipotizzabili: aumento della percentuale di cittadini sotto la soglia di povertà, significativa contrazione della spesa sanitaria in aree, già oggi, alle prese con gravi criticità, e poi meno risorse per la formazione, per la creazione di posti di lavoro e per le politiche a sostegno dell’infanzia e dell’adolescenza. “Gli italiani devono conoscere le conseguenze di questa assurda proposta di legge e molte sono le realtà associative che stanno supportando la nostra mobilitazione”, dichiara il responsabile per le politiche giovanili Luca Lanata.

Decisamente critica anche la posizione del Coordinatore di Italia del Meridione Savona: “meno risorse per sanità, scuola, asili, sostegno alle famiglie creerebbero un aumento della denatalita e della emigrazione verso il nord Italia e verso l’estero”. Gli fa eco Massimo Santoro, da poco nominato “Commissario Cittadino di IdM Genova: “qui è in gioco il futuro del nostro Paese, solo unità d’intenti, coesione sociale e capacità amministrativa possono arrestare l’evidente declino. Oggi tutto questo non c’è, anzi…Italia del Meridione moltiplicherà gli sforzi per arrestare l’egoismo e la logica del noi e loro!”.

Insomma, nel silenzio assordante dei partiti, sempre più intenti a studiare slogan e occupazioni di potere fine a se stesse, vi è chi ancora, nonostante tutto, cerca di rendere la politica un nobile esercizio al servizio del bene comune.

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