Quattro giornate di incontri, confronto e partecipazione. Greco: «Abbiamo restituito centralità alla Consulta. Ora dobbiamo trasformare questa grande rete in una risorsa concreta per la Calabria»
Un bilancio più che positivo. Per la qualità dei contenuti, per la partecipazione, per l’accoglienza ricevuta, per l’attenzione mediatica e soprattutto per il livello delle personalità che hanno preso parte ai lavori. Si è conclusa così l’Assemblea della Consulta dei Calabresi nel Mondo, che dal 9 al 12 settembre ha segnato il ritorno in presenza dell’organismo regionale dopo ben sette anni.
Quattro giornate intense che hanno riportato attorno allo stesso tavolo rappresentanti delle comunità calabresi sparse nei cinque continenti, istituzioni regionali, mondo universitario, imprenditoria, management, associazioni e realtà impegnate da anni nel mantenere vivo il legame tra la Calabria e i suoi figli nel mondo.
Un ritorno atteso, fortemente voluto, che ha rappresentato molto più di una semplice ripresa dei lavori. La Consulta è tornata a incontrarsi fisicamente per provare a costruire una nuova stagione, fondata sulla partecipazione, sulla condivisione e su una visione più moderna del rapporto tra la Calabria e le sue comunità all’estero.
A guidare questo percorso è stato Orlandino Greco, consigliere regionale e delegato ai rapporti con i Calabresi nel Mondo, che ha curato l’organizzazione e l’insediamento della Consulta, contribuendo a riportare l’organismo al centro del dibattito istituzionale e delle strategie regionali.
«Dopo sette anni era necessario tornare a riunirsi in presenza – ha sottolineato Greco – perché ci sono percorsi che non possono vivere soltanto attraverso la distanza. Avevamo bisogno di guardarci negli occhi, di confrontarci, di ascoltare le esperienze delle nostre comunità nel mondo e di costruire insieme una nuova fase. Questo appuntamento rappresenta una ripartenza, ma soprattutto l’inizio di un lavoro che dovrà continuare nel tempo».
Istituzioni, università, imprese: una Calabria che si incontra
La quattro giorni ha visto la partecipazione di esponenti di primo piano delle istituzioni regionali e di importanti rappresentanti del mondo dell’università, dell’imprenditoria, del management e delle organizzazioni economiche.
Tra questi il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, che ha concluso i lavori dedicati alla Consulta, il vicepresidente della Giunta regionale Filippo Mancuso, il presidente del Consiglio regionale Salvatore Cirillo, gli assessori regionali Gianluca Gallo ed Eulalia Micheli.
Importante anche la presenza del rettore dell’Università della Calabria Gianluigi Greco, che ha portato il contributo dell’ateneo calabrese all’interno di una riflessione più ampia sulle capacità, sui talenti e sulle prospettive della regione.
Nel corso delle giornate si sono inoltre alternati numerosi rappresentanti del mondo accademico, delle associazioni, del turismo e dell’impresa. Da Tullio Romita a Maria Chiara Prodi, segretaria generale del CGIE, da Giuseppe Sommario a Luigi Scaglione, coordinatore delle Consulte d’Italia, passando per Roberto Rugna, presidente di Ance Calabria, Giuseppe Varacalli di Aicotour, Fabrizio D’Agostino di Federalberghi e tanti altri protagonisti di un confronto che ha messo al centro la necessità di rafforzare la rete internazionale della Calabria.
Un mosaico di esperienze e competenze che ha consentito alla Consulta di affrontare temi diversi ma strettamente collegati tra loro: turismo delle radici, internazionalizzazione, giovani, formazione, Made in Calabria, identità, memoria, investimenti e nuove opportunità di sviluppo.
«Il risultato più importante di queste giornate – ha evidenziato Orlandino Greco – è stato proprio quello di mettere insieme mondi diversi. Le istituzioni, l’università, il mondo produttivo, le associazioni e soprattutto i nostri Calabresi nel mondo. Per troppo tempo abbiamo considerato le comunità all’estero soltanto come custodi della memoria. Oggi dobbiamo avere la capacità di guardare oltre. Sono una straordinaria rete di competenze, relazioni, professionalità e opportunità».
Da patrimonio identitario a risorsa per lo sviluppo
È stato questo uno dei temi centrali emersi nel corso dell’Assemblea. La necessità di trasformare il grande patrimonio rappresentato dai calabresi nel mondo in una risorsa concreta per il futuro della regione.
Non soltanto radici e memoria, dunque, ma relazioni economiche, culturali e sociali capaci di generare opportunità. Non soltanto il ritorno nei luoghi d’origine, ma una nuova idea di internazionalizzazione nella quale le comunità calabresi sparse nel mondo possano diventare protagoniste.
Una visione condivisa anche dal vicepresidente della Giunta regionale Filippo Mancuso, che ha evidenziato il valore strategico delle comunità calabresi emigrate nel mondo e la necessità di rafforzare il dialogo con chi, pur vivendo lontano dalla propria terra, continua a mantenerne viva l’identità.
Un ruolo strategico è stato riconosciuto anche al Made in Calabria, all’export, al turismo e alle possibilità di costruire nuovi rapporti economici e produttivi. Temi affrontati anche dall’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, che ha posto l’accento sulle opportunità offerte dall’internazionalizzazione e dalla promozione delle eccellenze calabresi.
«La Consulta deve diventare sempre di più un luogo operativo – ha aggiunto Greco – capace di mettere realmente in relazione la Calabria con le sue comunità nel mondo. Non possiamo limitarci alle celebrazioni o ai momenti simbolici. Dobbiamo costruire strumenti, progetti, occasioni di incontro e percorsi concreti. I Calabresi nel mondo possono diventare un ponte straordinario per promuovere la nostra terra, le nostre imprese, la nostra cultura e le nostre eccellenze».
Il messaggio di Occhiuto: «Siate ambasciatori della Calabria»
A chiudere i lavori è stato il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, che ha incontrato i rappresentanti della Consulta inserendo il ruolo dei Calabresi nel mondo all’interno di una riflessione più ampia sulla nuova immagine della Calabria e sulla sua crescente capacità di affacciarsi con maggiore forza sullo scenario nazionale e internazionale.
Un messaggio chiaro quello rivolto ai consultori e alle comunità calabresi sparse nel mondo: continuare a essere ambasciatori della Calabria, contribuendo a raccontare una terra diversa dagli stereotipi e capace di offrire bellezza, cultura, opportunità e nuove prospettive.
Un invito a diventare parte attiva di una narrazione nuova della regione, portando nel mondo non soltanto il ricordo delle proprie origini, ma anche l’immagine di una Calabria che prova a guardare al futuro.
Parole che hanno rappresentato uno dei momenti più significativi dell’intera Assemblea e che hanno rafforzato il senso di un percorso nel quale le comunità calabresi all’estero sono chiamate ad assumere un ruolo sempre più centrale.
Il nuovo Direttivo e una nuova fase di lavoro
Nel corso dell’Assemblea è stato inoltre eletto il nuovo Vicepresidente della Consulta, Tony Galati, rappresentante della Svizzera, insieme ai componenti del Comitato direttivo.
Il Direttivo 2026 sarà composto, oltre che dal presidente Orlandino Greco e dal vicepresidente Tony Galati, da Patrizia Gallo per il Regno Unito, Alessandro Crocco per gli Stati Uniti, Fabrizio D’Alessandro per l’Uruguay, Vincent Daniele per l’Australia, Stefano Scuncia per l’Italia, Mariel Pitton Straface per l’Argentina, Gesualdo Mastruzzo per il Canada e Laura Iannicelli per il Cile.
Una squadra che rappresenta concretamente la dimensione internazionale della Consulta e che sarà ora chiamata a tradurre il confronto di queste giornate in iniziative, progetti e nuove opportunità.
Durante i lavori è stata presentata anche l’idea progettuale per una nuova piattaforma web della Consulta, dal titolo “Le radici che danno forza al futuro”, illustrata da Alfredo Andrieri, così come è stato dato spazio alla proposta del Piano degli interventi 2027.
Non sono mancati inoltre momenti dedicati alla promozione dell’identità calabrese, attraverso il video “Consulta 2026 – Calabria. L’orgoglio delle origini. Una storia che continua nel mondo”, la mostra “Radici” di Alessandro Lato e la presentazione di importanti progetti legati alla valorizzazione della Calabria Straordinaria e dei suoi Marcatori Identitari Distintivi.
Una ripartenza che guarda lontano
Alla fine delle quattro giornate resta soprattutto la sensazione di una Consulta che ha ritrovato il piacere e il valore dell’incontro, ma anche la consapevolezza di avere davanti una responsabilità importante.
Dopo sette anni, il ritorno in presenza non è stato soltanto un fatto organizzativo. È stato un segnale. Il tentativo di ricostruire una rete, di aggiornare una visione e di riportare al centro milioni di calabresi e discendenti di calabresi che, in ogni parte del mondo, continuano a custodire un legame con la propria terra.
«Abbiamo voluto costruire un momento di confronto vero, aperto e partecipato – ha concluso Orlandino Greco – e credo che il bilancio di questa Assemblea sia estremamente positivo. Lo dimostrano la qualità degli interventi, la partecipazione dei consultori, la presenza delle istituzioni e l’attenzione che questo appuntamento ha ricevuto. Ma non consideriamo questi giorni un punto di arrivo».
«Il lavoro vero comincia adesso. Dobbiamo dare continuità a quanto costruito, coinvolgere sempre di più le nostre comunità, ascoltare le nuove generazioni e creare occasioni concrete di collaborazione. La Calabria ha una grande forza che spesso non riesce neppure a misurare fino in fondo: quella dei suoi figli sparsi nel mondo. La nostra sfida sarà trasformare questa forza in una grande opportunità per il futuro della regione».
Si chiude così un’Assemblea che ha riportato la Consulta dei Calabresi nel Mondo in presenza dopo sette anni, ma che soprattutto ha provato a indicare una direzione.
Quella di una Calabria capace di riconoscersi anche oltre i propri confini. Di guardare alle proprie radici senza rimanere ancorata al passato. E di costruire, attraverso le donne e gli uomini che portano il suo nome nel mondo, una rete capace di unire memoria, identità, competenze e futuro.

