Giustizia negata al Sud: basta tagli, la Calabria non può essere abbandonata

La proposta avanzata dall’Associazione Nazionale Magistrati di procedere alla chiusura di numerosi tribunali, tra cui quelli di Paola e Castrovillari, è grave. Ma soprattutto è sbagliata. Profondamente sbagliata.

Non è una riorganizzazione. È un arretramento dello Stato.

In una provincia vasta e complessa come quella di Cosenza, già segnata da croniche difficoltà infrastrutturali, carenze nei servizi e una distanza spesso concreta tra istituzioni e cittadini, immaginare di ridurre ulteriormente i presidi di giustizia significa abbandonare intere comunità. Significa costringere cittadini, professionisti e forze dell’ordine a percorrere decine e decine di chilometri per ottenere ciò che dovrebbe essere garantito: tutela dei diritti e legalità.

Significa allontanare lo Stato.

Parliamoci senza giri di parole: questa è una proposta assurda.

E lo è ancora di più se si considera ciò che realmente servirebbe a questi territori: non la chiusura, ma il rafforzamento e la ricostruzione della rete giudiziaria. Era ed è auspicabile, infatti, la riapertura dei tribunali soppressi negli anni passati, a partire da quelli di Scalea e Corigliano Rossano, la cui assenza pesa ogni giorno su cittadini, operatori del diritto e istituzioni locali.

Decisioni come queste non possono essere prese sulla base di freddi numeri o logiche ragionieristiche. La giustizia non è un capitolo di spesa da ridurre. È un presidio di civiltà.

Parlo con il senso di responsabilità di chi vive quotidianamente il territorio, di chi amministra una comunità e ne conosce bisogni, criticità e fragilità. E proprio per questo sento il dovere di sollecitare una presa di posizione forte, chiara, non più rinviabile.

È il momento che tutte le istituzioni si assumano fino in fondo la propria responsabilità.

Questa non è una questione che riguarda qualcuno: riguarda tutti.
Dai Sindaci agli amministratori locali, dalla Provincia alla Regione Calabria, fino ai Parlamentari eletti in questo territorio: ciascuno è chiamato a prendere posizione con chiarezza.
Difendere una giustizia vicina, accessibile ed efficiente non è una scelta opzionale. È un dovere istituzionale.

Non è una battaglia di parte. È una battaglia di dignità.

Italia del Meridione sarà in prima linea, a tutti i livelli istituzionali, con determinazione, per contrastare ogni ipotesi di smantellamento della giustizia nei nostri territori e per rilanciare, con forza, una visione opposta: quella di uno Stato che torna ad essere presente, concreto, credibile.

La provincia di Cosenza non può e non deve essere trattata come un’area marginale.

Non lo permetteremo.

Annalisa Alfano
Segretario Provinciale Cosenza
Italia del Meridione

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